CS N°24/2018 – Centro Nazionale Sangue: “Sorveglianza continua sul West Nile Virus”

ISS, 31 luglio 2018

Centro Nazionale Sangue: “Sorveglianza continua sul West Nile Virus”
Il Direttore Liumbruno: “Il sistema regge ma è raccomandabile l’adozione del test Nat”

Il sistema sangue regge di fronte all’epidemia di West Nile Virus che sta colpendo molte regioni del
Nord Italia. Il virus del Nilo Occidentale che si trasmette attraverso la puntura di una zanzara di
genere Culex, spesso non manifesta sintomi e solo in casi molto rari, in pazienti già indeboliti da
altre patologie, può causare delle complicazioni che si rivelano letali come è successo nei giorni
scorsi in Emilia Romagna. In questa categoria potrebbero rientrare gli affetti da malattie croniche
che richiedono il ricorso costante a terapie trasfusionali.
Il Centro Nazionale Sangue, di concerto con le Regioni, ha quindi attivato già da giugno un piano
per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del virus attraverso la trasfusione di
emocomponenti labili. Il piano prevede la diramazione di un alert immediato non appena il virus
venga isolato in un pool di zanzare, in un esemplare di avifauna o in un equide.
A seguito della segnalazione le strutture trasfusionali delle province interessate hanno l’obbligo di
introdurre il test NAT per tutte le donazioni. Tale test, che va effettuato contestualmente alla
donazione di sangue, permette di rilevare la presenza del WNV e di evitare così la trasmissione
trasfusionale dell’infezione. Se il virus viene isolato in una zona che si trova nel raggio di cinque
chilometri dal confine con un’altra Provincia allora l’alert viene diramato a tutte e due le Province
interessate.
Il piano prevede poi che chiunque abbia soggiornato, anche solo per una notte, in una delle zone
dove è stato isolato il virus possa donare il sangue anche in un’altra provincia, ma solo se la
struttura di riferimento si sarà dotata del kit per effettuare il test, altrimenti il donatore sarà
sospeso per un periodo cautelativo di 28 giorni.
Il monitoraggio del virus nei donatori di sangue da parte del CNS è costante (sono già 13 le
positività riscontrate tra i donatori) ed efficace, tanto che il primo caso umano, risalente allo
scorso 8 luglio in Emilia Romagna, è stato notificato 19 giorni dopo la circolare di alert con le
misure di prevenzione emessa dal CNS per il territorio in questione. Aggiornamenti regolari
vengono forniti tramite il sito web centronazionalesangue.it e i canali social del Centro.
“Il piano di sorveglianza funziona e il sistema regge – ha affermato il Direttore del Centro
Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno – come ha retto l’anno scorso all’outbreak del virus
Chikungunya che ha colpito la regione Lazio. Ma il dilagare del virus del West Nile, se
sottovalutato, può aggravare le carenze di sangue che si registrano annualmente in estate, quando
ondate di caldo e vacanze al mare spingono i donatori abituali a disertare l’appuntamento con i
centri di raccolta. Ed è qui che le Regioni possono intervenire, adottando ad esempio i test Nat
anche nelle province non colpite dal virus per evitare di ricorrere alla sospensione sistematica dei
donatori”.

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