Sostanze naturali, gli Oli Essenziali nel mirino della ricerca

ISS, 30 novembre 2018

Come possono gli Oli Essenziali coadiuvare, nell’ambito di un approccio integrato e complementare, le terapie convenzionali? Di questo si parla oggi 30 novembre 2018 in ISS, nel corso del Workshop “Oli Essenziali: attualità e nuove prospettive in ambito scientifico”, co-organizzato dall’Istituto e dalla Società Italiana per la Ricerca sugli Oli Essenziali (SIROE), e coordinato da Francesca Mondello e Annarita Stringaro, ricercatrici dell’ISS, insieme a Paolo Campagna, presidente SIROE e docente coordinatore del corso di perfezionamento in Fitoterapia dell’Università della Tuscia di Viterbo.

Al centro di svariate indagini, gli Oli Essenziali (OE), miscele biochimiche complesse estratte da piante aromatiche, hanno mostrato un ampio spettro di proprietà biologiche, tra cui una conclamata attività antimicrobica, con effetti additivi e sinergici con antibiotici e antitumorali.  Suggerendo perciò che potrebbero essere d’aiuto nei casi sempre più frequenti di farmacoresistenza, agli antibiotici come agli antitumorali, in campo umano come in campo veterinario. Oltre a rappresentare nuove soluzioni ecosostenibili di conservazione degli alimenti per l’industria alimentare.

“Per superare gravi problematiche di salute pubblica e tenendo presente che molti  farmaci antimicrobici, cardiovascolari, immunosoppressori e antitumorali, impiegati nella medicina occidentale, contengono uno o più ingredienti derivati dalle piante o sono sviluppati sinteticamente da esse – afferma Francesca Mondello del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS – la comunità scientifica mostra un interesse crescente verso l’enorme biodiversità del mondo vegetale, in quanto quest’ultimo rappresenta una fonte importante di potenziali molecole con ampio e poliedrico spettro di azione. Enti finanziatori quali la Comunità Europea e i National Institutes of Health (NIH) statunitensi hanno infatti dedicato speciali sezioni a questa materia, spesso in combinazione con la ricerca sui nanomateriali, con la prospettiva di trovare nuove soluzioni terapeutiche e/o preventive più efficaci. Inoltre, è importante ricordare come il numero di brevetti, recentemente depositati, riguardo la scoperta e l’uso di principi e formulazioni di prodotti a base di sostanze naturali è in continuo aumento”.

Ad oggi sono 4.653 i brevetti con varie applicazioni solo per gli Oli Essenziali (di cui 1.963 per Tea Tree Oil).

Particolare risalto, nel corso del workshop, sarà dato agli aspetti normativi nell’ambito del settore degli OE, alle evidenze scientifiche relative sui loro effetti biologici (in particolare attività citotossica e antimicrobica) e agli ambiti di impiego degli OE, con focalizzazione su efficacia e sicurezza di uso, senza ignorare la questione della qualità della ricerca sulle sostanze naturali. “E’ chiaro, infatti – dichiara Annarita Stringaro del Centro FARVA dell’ISS – che sia sempre più necessario standardizzare i metodi di estrazione (buone pratiche di preparazione), usare appropriati criteri di qualità delle varie metodiche in vitro e trarre ulteriori conferme scientifiche (studi pre-clinici, clinici e farmacocinetici) dalle evidenze empiriche terapeutiche provenienti dalla medicina tradizionale”.

Inoltre, ulteriori studi sul ruolo sinergico degli Oli Essenziali con altri farmaci convenzionali potrebbero indicarne l’utilizzo per migliorare l’indice terapeutico di alcuni medicamenti (es. antifungini, antitumorali), attualmente tossici per l’ospite alle dosi impiegate. “Poiché però tutto ciò che è naturale non è sempre innocuo – mettono in evidenza entrambe le ricercatrici dell’ISS – bisognerà sempre valutare l’efficacia e la sicurezza degli stessi OE e/o dei vari componenti del fitocomplesso, approntando uno studio sperimentale accurato, con rigoroso metodo scientifico, allo scopo di dare sempre più garanzie al cittadino nell’ottica del raggiungimento e conservazione del proprio stato di salute”.

 

Il contributo della ricerca sugli OE nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni microbiche in ISS

La dr.ssa Francesca Mondello, in collaborazione con altri gruppi di ricerca dell’Istituto stesso, con alcune Università e associazioni scientifiche, tra cui SIROE, ha maturato esperienza nella validazione delle attività preventive e terapeutiche degli OE, degli idrolati e dei loro principali costituenti attivi nei confronti di infezioni batteriche e fungine, anche resistenti ai farmaci convenzionali. Nello specifico sono stati eseguiti e, sono attualmente in corso, studi con metodi validati, in vitro e in vivo, sul potenziale ruolo terapeutico e preventivo dell’OE di Melaleuca alternifolia (Tea Tree Oil-TTO) e del suo principale componente attivo, il terpinene-4-olo, per:

  • il controllo a lungo termine della contaminazione da Legionella spp. nei sistemi di distribuzione idrica (da cui è scaturito un brevetto).
  • alcune infezioni batteriche multiresistenti (da Staphylococcus aureus MRSA, Klebsiella pneumoniae KPC, Escherichia coli ESBL).
  • la candidosi vulvovaginale ricorrente, refrattaria ai comuni antimicotici.

In particolare, relativamente a quest’ultima tematica, nel 2016, in uno studio pubblicato su Medical Journal of Obstetric and Gynecology, un team di studiosi coordinati dall’ISS, ha dimostrato per la prima volta l’efficacia della terapia combinata di probiotici e ovuli vaginali a base di Tea Tree Oil (TTO) in volontarie con candidosi vaginale.

Si è visto che quest’associazione, da una parte, era in grado di aggredire il micete decontaminando il canale vaginale con il Tea Tree Oil e dall’altra di contrastare la sua colonizzazione reintegrando la flora benefica con ceppi probiotici. Il tutto senza riscontrare alcun residuo dei componenti del TTO a livello sistemico tanto meno effetti collaterali associati a questi componenti naturali.

“Alla luce dei nostri studi preclinici pregressi – afferma la dott.ssa Mondello – insieme a quelli di altri ricercatori e al nostro studio pilota sopra citato, sarebbero utili studi clinici randomizzati controllati per determinare l’indice terapeutico del TTO e del suo principale componente, il terpinene-4-olo, contro la candidosi vulvovaginale ricorrente, per cui attualmente nessuna cura eradicante è disponibile”.

 

Il contributo della ricerca sugli OE nella prevenzione e nel trattamento delle patologie tumorali in ISS

Come già detto, queste sostanze trovano impiego da secoli soprattutto per le loro proprietà antimicrobiche, analgesiche, antinfiammatorie, spasmolitiche e anestetiche locali, anche se molti studi recenti hanno dimostrato che i loro componenti possiedono anche un’attività di tipo antitumorale sia in vitro che in vivo. Infatti, studi di tipo fisico-chimico hanno evidenziato che gli OE sono degli eccellenti antiossidanti, grazie proprio alla presenza di terpenoidi e polifenoli e in particolare questa attività è stata indicata per promuovere il loro uso come conservanti naturali. Tale attività ne indica inoltre il potenziale utilizzo nella prevenzione di numerose patologie notoriamente indotte da un eccessivo sovraccarico di reazioni di stress ossidativi, quali ad esempio le patologie tumorali.

Molti studi scientifici provano che esiste un sinergismo tra farmaci chemioterapici e OE sia in vitro che in vivo. La dr.ssa Annarita Stringaro, insieme ai suoi collaboratori in ISS, studia da anni il meccanismo di azione di svariati OE utilizzando metodiche biochimiche e di microscopia ottica ed elettronica che permettono di comprendere come queste sostanze interagiscano con le cellule tumorali. La recente pubblicazione sulla rivista Medicines (2018) è un esempio di un lavoro che cerca di riassumere le proprietà biologiche dell’olio essenziale di Menta estratto da varie specie della pianta di Menta ampiamente diffusa su tutto il pianeta.

Nonostante gli studi scientifici sia in vitro che in ricerca preclinica siano tantissimi e promettenti, quelli clinici di fase I e di fase II risultano attualmente molto pochi. Una ragione è dovuta soprattutto alla difficoltà di capire se l’effetto antitumorale sia dovuto all’OE nel suo complesso, ad un singolo componente oppure all’azione sinergica dei vari componenti presenti nell’OE. Considerando quindi la crescente attenzione per i prodotti naturali, e in particolare per gli OE, è fondamentale studiarne in dettaglio meccanismi ed effetti, in vista di un loro possibile utilizzo terapeutico.

Commenti chiusi