Annali ISS, raddoppia l’Impact Factor della rivista. Cresce il riconoscimento internazionale della pubblicazione

ISS, 9 luglio 2019 –

di Paola De Castro*

Gli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità si mostrano oggi al pubblico internazionale con un Impact Factor raddoppiato rispetto a quello della precedente edizione del Journal Citation Reports (JCR), il più importante database bibliometrico mondiale, con oltre 11.000 riviste, pubblicate in 81 paesi e raggruppate oggi in 239 discipline. Siamo contenti di questo successo che ha fatto fare alla rivista dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) un grosso balzo in avanti nel ranking della categoria in cui è indicizzata “Public, environmental, occupational health”: dal quarto al secondo quartile, saltando completamente il terzo. Al primo posto nella categoria,  composta attualmente da 185 riviste, figura il  Lancet Global Health, con un Impact Factor di 15,873, mentre gli Annali sono ora in ottantaduesima posizione, con Impact Factor 2,172 (era 1,158 lo scorso anno).

Siamo certamente consapevoli che il valore di una rivista non sia dato soltanto da questo indice bibliometrico che influenza, spesso in modo incondizionato, la valutazione della ricerca, e siamo altrettanto consapevoli che la qualità dei singoli articoli non sia determinata dall’Impact Factor della rivista nella quale questi sono pubblicati. E tuttavia, per noi che lavoriamo all’ISS, l’aumentato valore dell’Impact Factor della nostra rivista, rappresenta il segnale tangibile dell’accresciuto riconoscimento della pubblicazione a livello internazionale. Per l’Editorial Team degli Annali, la soddisfazione più grande viene dal fatto che con questo riconoscimento sia pubblicamente “premiato” l’impegno di tutti coloro che da sempre hanno sostenuto la rivista (in particolare il comitato scientifico e redazionale), senza abbattersi nei momenti “di magra” quando non arrivavano gli articoli (cosa che oggi non accade più da diversi anni), e senza demoralizzarsi troppo quando non si riescono a trovare referee bravi e disponibili (cosa che ahimè è oggi un problema sempre maggiore  a causa del numero crescente di riviste scientifiche, non tutte di qualità).

Ci piace ricordare in questa occasione, che l’Istituto ha sempre dato grande importanza alla comunicazione della scienza. Nato nel 1934, con il nome di Istituto di Sanità Pubblica (dal 1941 Istituto Superiore di Sanità) già nel 1938, per volontà del suo Direttore Domenico Marotta, l’ISS si è dotato di una rivista scientifica: i Rendiconti dell’Istituto Superiore di Sanità che poi, nel 1965, assunsero il nuovo titolo di Annali, da allora mai cambiato nonostante ciò fosse stato più volte discusso in seno al comitato di redazione della rivista, quando si pensava che un titolo in inglese potesse favorirne l’internazionalizzazione.

Nei primi anni di attività, la rivista, essendo considerata una pubblicazione ufficiale dell’Istituzione, veniva addirittura stampata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. In Medline dagli anni ’60 del secolo scorso, indicizzati anche in altri importanti database quali Scopus, Embase, Chemabs, gli Annali dal 2000 hanno abbracciato la politica dell’accesso aperto e da allora sono gratuitamente disponibili online in full text, senza alcun periodo di embargo. Oggi, sono online tutti i volumi degli Annali, a partire dal 1965.  Sono anche disponibili online alcuni articoli di interesse storico-documentario dei Rendiconti, tra cui tutti quelli che riguardano il Laboratorio di Malariologia e il Laboratorio di Fisica e negli Annali i fascicoli dedicati a Daniel Bovet, premio Nobel che ha lavorato in ISS, e a Francesco Pocchiari, Direttore dell’ISS dal 1972 al 1989. In realtà tutti gli articoli pubblicati nella rivista riflettono le preoccupazioni dei tempi, pensiamo ad esempio al numero dedicato all’incidente di Chernobil nel 1987 o al numero monografico sulla salute mentale pubblicato a trent’anni dall’approvazione della Legge Basaglia nel 2009.

In questa breve storia, ricordiamo anche che gli Annali sono stati tra le prime riviste incluse nel Directory of Open Access Journals (DOAJ), uno degli strumenti più facili da utilizzare per allontanare il sospetto che una rivista possa essere considerata “predatoria”, cioè Open Access priva dei requisiti di qualità.

Nel corso degli anni gli Annali – che prima pubblicavano solo in italiano, per un certo periodo in italiano e in inglese, e oggi solo in inglese – si sono sempre più aperti ai contributi esterni con lo scopo di rappresentare una voce autorevole per la sanità pubblica, non solo italiana, dimenticando l’origine di rivista ufficiale dell’ISS, e definendosi anche nella stessa copertina come “Science Journal for Public Health”. Gli Annali sono caratterizzati da un comitato scientifico rappresentativo delle diverse aree della salute pubblica e un Editorial advisory board nel quale figurano eminenti personalità del mondo della ricerca a livello internazionale e una forte squadra di redattori interni che garantiscono il rispetto degli standard editoriali sia di tipo etico (authorship, peer review, copyright, dichiarazioni di interesse, etc,) che formale (struttura degli articoli, norme tecniche e impaginazione).

Sfogliando le pagine degli Annali appare la storia e l’impegno dell’ISS, ma anche della sanità pubblica italiana e internazionale. Il fascicolo appena pubblicato, il n. 2 del 2019, ad esempio, si apre con un commentary sul trapianto facciale, seguito da una serie di articoli originali che ben rappresentano le diversificate aree della sanità pubblica per le quali la rivista si propone come punto di riferimento internazionale: gli articoli di questo numero infatti vanno dal benessere psicologico e salute mentale a scuola, alla qualità del sonno negli adolescenti, ad interventi per promuovere le vaccinazioni a scuola, a studi su agenti patogeni trasmessi dalle zecche, su lavoro notturno e qualità della vita, educazione tradizionale e metodi educativi touch screen, salute auto percepita, efficacia delle terapie innovative basate sulle cellule staminali, impatto delle immagini riportate sui pacchetti di sigarette, comunicazione efficace per combattere l’incertezza nella vaccinazione (vaccine hesitancy). Salute pubblica a 360 gradi dunque, ieri come oggi: negli Annali c’è spazio per tutti. In aumento anche l’authorship internazionale,  ma sempre con maggiore attenzione al rigore scientifico ed editoriale dei contributi presentati, proprio per rispettare il tempo e l’impegno di tutti: di chi vuole leggere articoli di qualità e di chi si impegna perché la rivista possa mantenere alta la sua credibilità e il suo prestigio, anche a scapito di minuziose richieste di modifica degli articoli sottoposti e numerosi giri di verifica con i referee, o dell’aumento del numero degli articoli che vengono rifiutati, cosa che di per sé è un indice di qualità.

E da oggi siamo anche su Twitter, come tutte le grandi riviste @ISSAnnali.

*Direttore responsabile e membro del Comitato Scientifico degli Annali

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