Giornata mondiale contro l’Epatite, l’ISS a sostegno della campagna di eliminazione

ISS, 26 luglio 2019

Si celebra il 28 luglio la Giornata Mondiale contro l’Epatite. Il messaggio dell’OMS per il 2019 è chiaro: “investire nell’eliminazione dell’epatite”. Il tema dell’eliminazione è quindi al centro della campagna promossa dall’OMS, poiché le infezioni da virus dell’Epatite B (HBV) e C (HCV) coinvolgono 325 milioni di persone nel mondo e causano 1,4 milioni di morti ogni anno.

Il contributo dell’ISS: progetti e sistemi di sorveglianza

Seieva
L’Istituto Superiore di Sanità dispone di diversi strumenti sia epidemiologici che di sorveglianza. La raccolta dei dati avviene attraverso il Sistema epidemiologico integrato delle Epatiti virali acute (Seieva) il cui obiettivo è quello di promuovere a livello locale e nazionale l’indagine e il controllo delle Epatiti virali acute (Eva). Attraverso l’integrazione di questionari epidemiologici con i risultati di laboratorio, i dati Seieva consentono la valutazione dell’incidenza e la comprensione dei diversi fattori di rischio in modo da definire le misure preventive prioritarie. L’ultimo bollettino Seieva ha segnalato 707 casi di Epatite A, 212 casi di Epatite B, 48 di Epatite C e 49 casi di Epatite E.

PITER
Dal punto di vista dell’infezione cronica dall’Epatite C l’ISS ha progettato e continua a coordinare da 5 anni la Piattaforma Italiana per lo studio delle Terapie delle Epatiti viRali (PITER) in collaborazione con l’Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf) e la Società italiana delle malattie infettive e tropicali (Simit). Grazie a questa Piattaforma è stato realizzato “PITER-HCV”, uno studio multicentrico dove convergono i dati dei pazienti in cura presso centri epatologici, di malattie infettive e di medicina interna di tutt’Italia. Lo scopo di PITER è di creare un campione rappresentativo dei pazienti in cura in Italia. È il primo grande studio italiano di coorte longitudinale sull’Epatite C e coinvolge circa 100 centri clinici italiani, con più di 12mila pazienti monitorati. La grande mole di dati raccolti consente di definire il quadro epidemiologico-clinico dell’HCV nel nostro Paese e, quindi, i bisogni di cura effettivi della popolazione.
La Piattaforma PITER ha dato un notevole contributo scientifico a supporto dei decisori politici per quanto riguarda l’accesso alla terapia antivirale a tutti i pazienti con l’infezione da HCV e non solo dei pazienti con una malattia severa. Secondo i dati recenti riportati dalla Piattaforma PITER per eliminare totalmente il virus, è fondamentale mantenere alto il numero delle persone in terapia e, per far questo, è necessario uno screening mirato su particolari gruppi della popolazione generale con maggiore probabilità di avere un’alta prevalenza, scovando così il ‘sommerso’, ovvero tutti coloro che non sanno di aver contratto l’infezione. A questo obbiettivo la Piattaforma PITER in collaborazione con esperti epidemiologi ed economisti sta definendo delle strategie di screening coste-efficaci e sostenibili per il SSN, mirate a raggiungere il target dell’OMS di eliminazione dell’infezione cronica da HCV entro il 2030.

Il Piano Nazionale
L’ISS ha inoltre fa parte del Gruppo di lavoro per la prevenzione delle epatiti virali In Italia istituito dal Ministero della Salute. Nel 2015, il Gruppo di lavoro ha elaborato il Piano Nazionale per la Prevenzione delle Epatiti Virali (PNEV) ed è attualmente impegnato nella revisione del PNEV e nell’elaborazione di Linee di Indirizzo Nazionali.
Nel 2018, inoltre, l’ISS ha guidato lo studio pilota, svolto in Italia, compreso nel Progetto europeo SPHERE-C “The development of a seroprevalence survey for hepatitis C in EU/EEA countries“, coordinato dall’ European Center for Disease Prevention and Control (ECDC). Obiettivo del progetto è di generare stime affidabili della prevalenza di infezione da HCV a sostegno delle strategie di eliminazione nei paesi europei.

Conoscenza e prevenzione

Epatite A
Virus responsabile: Picornavirus il virus responsabile dell’Epatite A
Incubazione: da 15 a 50 giorni
Sintomi: febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da elevazioni delle transaminasi e della bilirubina
Trasmissione: oro-fecale
Contagio: per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi crudi (o non cotti a sufficienza), soprattutto molluschi, allevati in acque contaminate da scarichi fognari contenenti il virus
Cura: in Italia sono disponibili due diversi vaccini che forniscono una protezione dall’infezione già dopo 14-21 giorni. La vaccinazione è raccomandata nei soggetti a rischio, fra cui coloro che viaggiano in Paesi dove l’Epatite A è endemica
Per approfondire consulta la pagina di Epicentro

Epatite B
Virus: virus a Dna appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae
Incubazione: fra 45 e 180 giorni, ma si attesta solitamente fra 60 e 90 giorni
Sintomi: nella maggior parte dei casi, asintomatica. Se evolve in malattia invece presenta esordio insidioso con disturbi addominali, nausea, vomito e a volte con ittero accompagnato da febbre di lieve entità. Nel 20% dei casi l’epatite cronica può progredire in cirrosi epatica nell’arco di circa 5 anni.
Trasmissione: avviene attraverso trasfusioni di sangue o emoderivati contaminati dal virus, o per tagli, punture con aghi, strumenti infetti, per trasmissione sessuale e perinatale da madre a figlio. Il virus persiste nel sangue e in altri liquidi biologici, quali saliva, bile, secreto nasale, latte materno, sperma, muco vaginale.
Contagio: può avvenire anche per via parenterale inapparente (inoculazione indiretta) ovvero tramite veicoli contaminati attraverso minime lesione della cute o delle mucose: spazzolini dentali, forbici, pettini, rasoi, spazzole da bagno contaminate da sangue infetto
Cura: il vaccino attualmente in uso è prodotto con tecniche di ingegneria genetica, si è dimostrato sicuro ed efficace e fornisce immunità di lunga durata.
Per approfondire consulta la pagina di Epicentro

Epatite C
Virus: Hepacavirus (HCV), appartenente alla famiglia dei Flaviviridae, di cui sono stati identificati sei diversi genotipi e oltre 90 sottotipi.
Incubazione: da 2 settimane a 6 mesi
Sintomi: anoressia, nausea, vomito, febbre, dolori addominali e ittero
Trasmissione e contagio: avviene principalmente per via parenterale. L’infezione si può trasmettere per via verticale da madre a figlio in meno del 5% dei casi. Il controllo delle donazioni di sangue, attraverso il test per la ricerca degli anticorpi anti-HCV, ha notevolmente ridotto il rischio d’infezione in seguito a trasfusioni di sangue ed emoderivati.
Cura: a oggi non esiste un vaccino contro l’Epatite C e l’uso di immunoglobuline non si è mostrato efficace. Misure profilattiche efficaci sono rappresentate dalle generali norme igieniche, la sterilizzazione degli strumenti chirurgici e per i trattamenti estetici, l’utilizzo di materiali monouso, la protezione nei rapporti sessuali a rischio.
Per approfondire consulta la pagina di Epicentro

Epatite Delta (D)
Virus: HDV, viene classificato tra i virus cosiddetti satelliti, o subvirioni, che necessitano della presenza di un altro virus per potersi replicare. Il virus dell’Epatite D per infettare le cellule epatiche richiede in particolare l’ausilio del virus dell’Epatite B, quindi l’infezione si manifesta in soggetti colpiti anche da Epatite B.
Incubazione: da 2 a 8 settimane
Sintomi: simili all’Epatite B
Trasmissione e contagio: la trasmissione è la stessa dell’Epatite B
Cura: vale la profilassi per l’HBV: il vaccino contro l’Epatite B è in grado di proteggere anche contro l’Epatite D.
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Epatite E
Virus: HEV, è stato provvisoriamente classificato nella famiglia dei Caliciviridae
Incubazione: da 15 a 64 giorni
Sintomi: è una malattia acuta spesso anitterica e autolimitante, molto simile all’Epatite A. In casi rari l’Epatite E può risultare in una forma fulminante fino al decesso. Le forme fulminanti si presentano più frequentemente nelle donne al terzo trimestre di gravidanza, con letalità che arriva fino al 20%
Trasmissione: come per l’Epatite A, la trasmissione avviene per via oro-fecale
Contagio: l’acqua contaminata da feci è il veicolo principale dell’infezione
Cura: è stata proposta la somministrazione di gammaglobuline, soprattutto nelle donne gravide, ma la loro efficacia deve essere dimostrata. Sono in corso studi clinici sperimentali per la commercializzazione di due vaccini
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