1 dicembre: il Telefono Verde dell’ISS anticipa l’orario in occasione della Giornata Mondiale di lotta contro l’AIDS

ISS, 29 novembre 2019

L’impegno dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione (UO-RCF) dell’Istituto Superiore di Sanità nella lotta contro l’AIDS

In occasione del World Aids Day 2019, domenica 1 dicembre, il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (TV AIDS e IST)800 861061 dell’UO RCF dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), abitualmente attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00 – sarà aperto dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Il Servizio, anonimo e gratuito, metterà a disposizione degli utenti ricercatori e consulenti con diverse professionalità, i quali risponderanno anche in lingua inglese e via web al contatto Skype uniticontrolaids.

Inoltre, il 1 dicembre sarà fruibile l’indirizzo e-mail tvalis@iss.it dedicato esclusivamente alle persone sorde al fine di consentire anche a questo target di ricevere informazioni scientificamente corrette e aggiornate sull’infezione da HIV e sulle altre IST.

In occasione del 1 dicembre il sito web “Uniti contro l’AIDS” sarà presente con tutti i  profili social collegati (Twitter @UniticontroAIDS e YouTube Uniticontrolaids), a tutte le iniziative previste, a livello nazionale, per la Testing Week e per la  giornata del  1 dicembre.

L’obiettivo del servizio è quella di offrire alle persone-utenti informazioni scientifiche, aggiornate e personalizzate sull’HIV/AIDS/IST erogate mediante l’intervento di Counselling Telefonico e di inviare la persona che si sente a rischio, ai Centri di diagnosi e cura dislocati sul territorio nazionale. A tale fine è disponibile un database periodicamente aggiornato di oltre 700 strutture sanitarie dove è possibile effettuare screening e terapia.

I dati dell’attività di Counselling Telefonico

Dal 20 giugno 1987 al 31 dicembre 2018  gli esperti del  Telefono Verde AIDS e IST hanno  ricevuto 791.653 telefonate dall’intero territorio nazionale, rispondendo così  a 2.178.065 quesiti. Le telefonate sono pervenute prevalentemente dal Nord Italia (46,3%) e dal Centro Italia (28,5%). Gli utenti hanno un’età compresa tra i 20 e i 39 anni (76,7%), sono in grande maggioranza di sesso maschile (75,7%) e dichiarano di praticare principalmente rapporti eterosessuali (57,0%). Le aree tematiche affrontate nel colloquio di counselling si riferiscono soprattutto alle modalità di trasmissione delle IST (27,8%), nonché alla tipologia e all’attendibilità dei test con particolare riferimento all’HIV (25,4%). In una non trascurabile parte dei casi (12,5%) i quesiti rivolti hanno evidenziato una totale disinformazione riguardo il rischio infettivo di situazioni ordinarie (alimenti, puntura di insetti, bagni pubblici, estetista/parrucchiere).

Relativamente alle telefonate totali pervenute negli ultimi anni emerge con evidenza che circa la metà di queste è effettuata da persone-utenti che dichiarano di non avere mai eseguito un test per HIV.

Tra le persone che accedono al Servizio i giovani rimangono una fascia di popolazione sulla quale è necessario mantenere alta l’attenzione. Nel solo anno in corso (gennaio – novembre 2019) gli esperti del TV AIDS e IST hanno risposto a 1.243 telefonate di giovani tra i 15 e i 24 anni (15 – 19 anni 12,7%; 20-24 anni 87,3%), prevalentemente di sesso maschile 82,7%. Nel 69,1% delle telefonate i giovani dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali.

La distribuzione dei quesiti posti dai giovani (15 – 24 anni) per aree tematiche mostra che le aree informative di maggiore interesse sono: le vie di trasmissione dell’HIV (27,3%), le modalità di accesso al test HIV relativamente a gratuità e anonimato, oltre che agli orari di accesso ai servizi (23,4); nello specifico dall’analisi dei dati emerge che nel 47,2% delle telefonate i giovani non hanno mai effettuato un test HIV. Ulteriori aree di interesse riguardano le modalità di trasmissione delle infezioni sessualmente trasmesse, gli aspetti psicosociali, la disinformazione, la prevenzione, i centri diagnostico-clinici.

Il Sito Uniti contro l’AIDS

A partire dal 2013 è stato avviato, ad integrazione dell’attività di HIV/AIDS/IST Counselling Telefonico, il Sito web Uniti contro l’AIDS. Tale Servizio, che consente l’interattività con l’utenza, include differenti sezioni tra cui contenuti scientifici, prevenzione e test diagnostici, nonché informazioni per coloro i quali abbiano la necessità di assistenza in seguito alla diagnosi di IST. Il Sito, costantemente aggiornato, riporta, inoltre, le più recenti informazioni (NEWS) sulle novità emerse da Congressi Internazionali o pubblicazioni scientifiche, sull’approvazione di nuovi farmaci e sulle iniziative di sensibilizzazione o sostegno per le principali IST.  Uniti contro l’AIDS è altresì promotore di campagne per la prevenzione dell’HIV e delle altre IST,  iniziative messe a punto con i giovani, protagonisti loro stessi nell’ideazione e  nella produzione di messaggi di prevenzione rivolti ai loro coetanei.

Una specifica sezione (TEST HIV e IST, DOVE FARE I TEST) è dedicata alle strutture di riferimento per la diagnosi o la cura delle infezioni dislocate a livello capillare sul territorio.

A tutt’oggi vi sono centinaia di siti web di Scuole, di Associazioni, di Istituzioni, di informazione e di ASL che, per approfondimenti sulla prevenzione delle IST, rimandano al link https://www.uniticontrolaids.it/ e ai social ad esso collegati (Twitter @UniticontroAIDS e YouTube Uniticontrolaids), prova questa dell’ampia diffusione di Uniti contro l’AIDS, nonché del riconoscimento ad ogni livello della sua utilità come servizio pubblico.

La ricerca nell’area psico-socio-comportamentale per la prevenzione dell’HIV e delle IST

L‘integrazione tra l’attività di HIV/AIDS/IST Counselling Telefonico con quella di informazione scientifica online promossa dal Sito Uniti contro l’AIDS ha favorito, sul piano della ricerca psico-socio-comportamentale, l’effettuazione di indagini (telefoniche e online) sulla conoscenza e sui comportamenti a rischio di IST relativamente alla popolazione generale e a definiti sottogruppi di popolazione (donne, MSM, giovani, persone “preoccupate-sane” migranti). I risultati emersi da questa attività di ricerca sono indispensabili per la predisposizione, da parte delle Istituzioni competenti, di Campagne informativo-educative mirate e di interventi di prevenzione in grado di raggiungere adeguatamente la popolazione a potenziale rischio infettivo.

Commenti chiusi