Coronavirus, il punto nel primo incontro tecnico all’ISS con il Ministero, le Regioni e le società scientifiche e gli Ordini professionali

ISS, 29 gennaio 2020

Confermati dall’OMS 4.593 casi in laboratorio e 106 decessi, per un totale di 15 paesi coinvolti in tutto il mondo dal 31 dicembre 2019 al 28 gennaio 2020. Nell’Unione Europea otto i casi anch’essi confermati: quattro in Francia e quattro in Germania. In Cina, invece, la Commissione sanitaria nazionale cinese ha stimato oltre 6 mila casi di contagio e 132 decessi. Sono questi i numeri, in continuo aggiornamento, del contagio da COV, il nuovo Coronavirus, nuovo rispetto ai sei tipi conosciuti, di cui due di origine zoonotica (MERS e SARS).

“Le conoscenze sono limitate – ha commentato Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS, nel corso della riunione svoltasi oggi con rappresentanti del Ministero della salute e referenti regionali in videoconferenza – perché non abbiamo dati sufficienti relativi al follow up dei casi. Con estrema cautela, possiamo dire che i livelli di letalità sono attualmente inferiori a quelli della SARS e superiori a quelli dell’influenza anche per la mancanza di un vaccino in grado di proteggere le persone più fragili. Quello che è certo è il focolaio con epicentro a Wuhan, sede del mercato ittico dove tuttavia non si commercia solo pesce, ma molti altri animali selvatici vivi. E’ certo anche che la trasmissione di comunità, ovvero il passaggio da uomo a uomo, è sostenuta. Poche invece le certezze relativamente all’incubazione (fino a 14 giorni), al picco di escrezione virale, a quanti altri casi può generare una persona colpita dal virus (diversi modelli matematici hanno stimato due casi)”.

Nel corso dell’incontro sono stati ribaditi, da Giuseppe Ippolito dell’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, i criteri di contatti a rischio:

  • l’esposizione associata all’assistenza sanitaria;
  • la permanenza con pazienti affetti da COV;
  • i viaggi con pazienti infetti;
  • la coabitazione con gli stessi.

D’obbligo rivolgersi per ogni dubbio al numero verde del Ministero della Salute 1500 che risponde in italiano, in inglese e grazie ai mediatori culturali, anche in cinese, e che non ha più soltanto un ruolo informativo ma anche di valutazione dei casi e quindi di indirizzamento verso canali sanitari.

Per approfondimenti consultare la nostra pagina di Epicentro dedicata al Coronavirus

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